Presenza di Alluminio negli alimenti zootecnici: il suo significato

La presenza dell'alluminio nei foraggi e negli alimenti completi ad uso zootecnico per le bovine

Un’analisi condotta su circa 7.200 campioni tra i principali alimenti per la bovina ha evidenziato che la presenza di alluminio è principalmente legata alla contaminazione da terra durante le operazioni di raccolta, conservazione e insilamento. Poiché il contenuto fisiologico di alluminio nelle piante è normalmente molto basso, valori elevati rappresentano un indicatore affidabile della presenza di suolo negli alimenti insieme alle ceneri.

Gli insilati di leguminose e di graminacee sono le categorie maggiormente interessate dal fenomeno, mentre silomais e pastoni integrali di mais mostrano generalmente livelli molto contenuti. Nei fieni, circa l’80% dei campioni rientra nei valori considerati normali, mentre meno del 10% presenta una contaminazione significativa. Negli unifeed destinati alle bovine in asciutta e preparto si osservano criticità maggiori rispetto a quelli per la lattazione.

In base ai risultati ottenuti, valori di alluminio fino a 500 mg/kg sulla sostanza secca sono considerati compatibili con il livello di fondo naturale; concentrazioni comprese tra 500 e 1.000 mg/kg indicano una contaminazione marginale, a rischio mentre oltre 1.000 mg/kg segnalano una presenza significativa di terra nell’alimento.

L’alluminio si conferma un indicatore più sensibile della presenza di terra rispetto a ferro e silicio e, nelle fasce intermedie di contaminazione, risulta più affidabile anche del solo dato delle ceneri NIR. Per questo motivo viene proposto come parametro di riferimento per valutare la qualità igienica dei foraggi.

Laboratorio Analisi Zootecniche
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